Avvicinarsi alla lettura delle composizioni raccolte in questa silloge poetica, “Transizioni”, del poeta e artista trapanese Pietro Barbera con la persuasione che, per valutarle o più semplicemente comprenderle, siano utili i consueti criteri interpretativi d’ogni evento di poesia così come la tradizione novecentesca li ha canonizzati, sarebbe un errore. Infatti il nostro autore, certo ecletticamente, si pone fuori dalle “scuole”, ne coglie quando lo ritiene opportuno taluni stimoli, ne amalgama i modelli, ma fondamentalmente riadatta ogni “lezione” stilistica alle proprie vocazioni espressive, avendo chiaro in mente un solo motivo: quello di non separarsi mai dal proprio dettato interiore dando ad esso la forma poetica che sia di proprio autentico conio. Il che comporta, per il lettore, il confronto con un passaggio essenziale del proprio ruolo: quello di riscoprire all’interno di questo libro di Transizioni i percorsi stilistici e formali dell’autore per dar luce piena alla sua koinè. Non altro, io credo. E tuttavia non è compito facile. Dopodiché gli si delinea la questione vera: Pietro Barbera è un architetto di stili poetici che possono dare anche gradevolezze sul piano espressivo e della comunicazione, o è invece un autentico poeta alla ricerca di sintesi autonome?La questione, come si vede, è diventata tutta letteraria, e non più di puro sperimentalismo; è diventata, cioè, una questione della critica e dei suoi strumenti ermeneutici. Compito del prefatore è quello di “avviare” il lettore al confronto con le questioni interne al libro, di “narrarne” i percorsi, di rintracciarne gli snodi, di porre domande alla critica letteraria, ma non quello di giudicare l’opera. Due sono i soggetti di cui il prefatore deve rispettare scrupolosamente la libertà di approccio all’opera e l’autonomia del giudizio: il lettore e il critico. Io credo di avere avviato queste mie modeste note di prefazione nel rispetto di tali regole.
Mi pare evidente che la forma tradizionale di scrittura poetica nei versi di queste Transizioni di Pietro Barbera sia stata stravolta e frantumata, non distruttivamente, ma rimodellando più personali e soggettive armonie. La questione è se anche tutto ciò avviene per la poesia come valore intrinseco alle composizioni, cioè se il nostro autore agisce ispirato da un’idea altrettanto dissacrante di poesia.
Io credo di no. Barbera non dissacra la poesia perché la vive dentro come voce dell’uomo, come espressione della sua domanda di conoscenza del mondo.
Vi è però un dato certo: Barbera progetta esiti maturati su terreni del tutto sperimentali. L’autore avverte il lettore di non fermarsi nel suo giudizio a quanto emerge da queste pagine di versi, ma di aprirsi a più vasti orizzonti dove la progettualità è proiezione futura. Forse chiede a ciascuno di noi pazienza, capacità di attendere che tutto il percorso sia compiuto per un giudizio complessivo e non sulle singole tessere del mosaico.
Posso dire che c’è tanta Sicilia nei suoi versi, nei versi di questo poeta che ancora cerca l’approdo delle parole come approdo dell’anima. Da qui germina la liricità sommessa del suo canto. È una Sicilia, quella di Barbera, a tratti antica e lacerata, a tratti invece aperta ai venti della modernità più aggiornata, aperta ai grandi respiri del mondo. E c’è pure (dicevo della sommessa liricità) tanta nostalgia dietro le parole, il peso delle memorie più tenere (vedasi la lirica “Parlami… nonna”) sbocciate nel cuore di un nucleo vitale all’uomo: la famiglia. E lì, dentro quei germogli, la poesia di Barbera si raccoglie, percorre le vie dell’anima e ritrova i ritmi perenni del canto interiore. E poco conta se ritornano, in certe sue ultime pagine, motivi che furono cari ai poeti futuristi e che egli ritraduce sulle cifre della estraniante tecnologia di oggi.
Io trovo, infine, interessante questo lavoro di Pietro Barbera, dalle evidenti potenzialità, aperto a sviluppi imprevedibili.
È un poeta in cammino con molte mete ancora davanti ai suoi orizzonti.
Dalla prefazione di Salvatore Di Marco
- Editore: Onirica
- Anno: 2010
- Prezzo: 14 Euro







