29 ago

Bertola Stefania – Il primo miracolo di George Harrison

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Un ragazzino disposto a tutto per neutralizzare il fascino di sua sorella. Un carrarmatino del Risiko coinvolto in un tentativo di omicidio. Una perfida vigilessa e le sue serate imprevedibili. Tre ragazze torinesi che attraversano Londra in una giornata calda come liquirizia appiccicosa: cosa le aspetta in St John’s Wood? Una raccolta di racconti che trabocca di intelligenza, divertimento e stupore. Stefania Bertola osserva il mondo con la lente giocosa dell’immaginazione, svelando i piccoli imprevisti della vita e dei sentimenti.

  • Editore: Einaudi
  • Anno: 2010
  • Prezzo: 13 Euro

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FAHRENHEIT - Un mondo da leggere per leggere il mondo: questo, da oltre dieci anni, è Fahrenheit. Sulle note di My favorite things raccontiamo la realtà attraverso le nostre cose favorite: i romanzi, i saggi, la poesia. Una biblioteca radiofonica costruita, giorno dopo giorno, con le voci e le parole degli scrittori e degli intellettuali del nostro tempo.

Un commento a “Bertola Stefania – Il primo miracolo di George Harrison”

  1. Claudio Perotti says:

    Bello il libricino,scorrevole e divertente.Peccato per alcune catastrofiche inesattezze e incoerenze temporali,che è indispensabile verificare quando si parla,seppure in modo romanzesco,di cose accadute veramente.
    C’è un capitoletto che descrive come un gruppetto di ragazze italiane che si trova a Londra nell’estate del 1968,assista alla esecuzione di “Blackbird”,appena composta, eseguita da Paul Mc Cartney dalla finestra della sua casa di St-John’s Wood.Tale evento si verificò davvero,chi assistette alla “premiere” della nuova composizione,furono le ragazze (inglesi),che,di solito stazionavano sotto casa di Paul,in perenne adorazione.Fin qui tutto bene,peccato che qualche pagina prima,l’autrice,descrivendo le attività delle ragazze durante la loro vacanza in Inghilterra,mette una ipotetica visita ,tra le altre,ad un Virgin Megastore!!Peccato che si stia descrivendo un evento accaduto in una data precisa,citata espressamente:11 agosto 1968.Il primo Virgin Megastore aprì nel 1979,e Richard Branson,nel ’68 non aveva nemmeno ancora aperto il suo primo negozio di dischi a nome “Virgin”,che apri nel 1971!
    Altro refuso,magari stavolta un errore di stampa,è a proposito del racconto che da il nome al libro.Descrivendo un ipotetico disegno raffigurante George Harrison,gli si mette in mano una ipotetica Gibson SG 42.Forse si intendeva la SG ’62,ma tale dicitura è usata all’epoca odierna per indicare il modello attuale ispirato,nelle forme nei materiali alla Gibson Sg prodotta nel 1962.L’unica Gibson SG posseduta da George Harrison fu prodotta nel 1964.
    Sembrano stupidaggini,ma,un libro che richiama i Beatles già nel titolo,attira per certo anche alcuni estimatori della band di Liverpool.Per questa ragione sarebbe necessaria una maggior ricerca,al momento di citare eventi e fatti realmente accaduti.Il rischio è quello di far perdere credibilità al lavoro.Oltretutto ciò che ho descritto è facilmente verificabile in tempi strettissimi con una semplice ricerca su internet.

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