In uscita il 29 aprile
Crescere a Napoli tra scippi, rapine e prevaricazioni: la sconvolgente educazione criminale dei “guaglioni” di periferia, raccontata dalla voce dei protagonisti.
Francuccio ha quindici anni e vive in uno dei quartieri di Napoli dove la camorra, “’o Sistema”, la fa da padrona. E dove, negli anni, attraverso le sue leggi non scritte, i suoi codici d’onore, identità e linguaggi, è riuscita a imporre una sottocultura criminale che ha scavato un solco profondo nelle vite dei giovani, ragazzi e ragazze, lasciando intatta una tragica e violenta esaltazione della propria individualità. Un’individualità principio e fine di tutto, che sembra potersi affermare solo esercitando il potere sugli altri. Nel dedalo di vicoli nascosti, nello squallore dei “bipiani”, lungo il muro di ferro e cemento della tangenziale, in questa periferia dimenticata da Dio e dagli uomini, Francuccio e i suoi amici (lo Scuro, Sasà, Vincenzo, Romina, ’O Barone e tanti altri ancora) si misurano con una feroce realtà fatta di scippi, rapine, spedizioni punitive, prevaricazione, odio, solitudine, abbandono. Questi giovani, giorno dopo giorno, cercano di sopravvivere a loro stessi sfidando la morte, e non sempre riescono a vincere. Perché, prima o poi, ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato e, a sedici anni, come è successo a Mariano, hai solo il tempo di chiamare tua madre per salutarla: «Ciao mamma, mi hanno sparato. Ti amo, perdonami».
«Dove abito io devi far parte di un branco, se sei fuori vieni mangiato. Non c’è altro modo per sopravvivere. Ma anche nel branco devi imparare a guardarti le spalle, a fare ‘a voce grossa, non puoi stare mai tranquillo. Devi essere pronto a difenderti, a volte anche dagli amici. [...]Qualcuno dice che i fratelli non ce li scegliamo noi, gli amici invece sì. Ma non è per tutti così. Dove vivo io, nemmeno gli amici te li scegli tu: ci nasci, ci abiti vicino, ci cresci insieme e, magari, ci finisci all’inferno.»
DA RADIO RAI TRE – TRASMISSIONE “CUORE DI TENEBRA” OLTRE LA STORIA
Il cammino verso la legalità e’ fatto prima di tutto di conoscenza: ciò che e’ tenuto nascosto, che non viene detto o che viene accattato passivamente accresce il potere e la forza brutale delle organizzazioni criminali, che trovano nei giovani un inesauribile bacino di manovalanza, nonché le loro prime vittime. Lo scrive Giuseppe Carrisi, giornalista Rai e scrittore, nel suo ultimo libro, Gioventù Camorrista, che sara’ pubblicato da Newton Compton Editori il 29 Aprile 2010. Un testo ricco di testimonianze autentiche che si snodano sullo sfondo di un quartiere periferico di Napoli. Come quella di Francuccio…
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