10 mag

I partigiani del genoma – Lisa Corimbi

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Un’organizzazione segreta di cui fanno parte insospettabili professionisti di fama mondiale sta per completare la mappatura del genoma umano. Tonga, Islanda e Sardegna sono isole-laboratorio accomunate da un inquietante destino. In Sardegna, sede designata per il progetto pilota, l’inaspettata liberazione di una donna, sequestrata pochi mesi prima, indica a un giornalista di provincia la pista da seguire. Dal campo dei papaveri di Second Life ai sotterranei della massoneria si combatte sul labile confine fra apparenza e realtà. Nei labirinti del potere la posta in gioco è la vita.

  • Editore: Aìsara
  • Anno: 2009
  • Prezzo: 15.00 Euro

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4 Commenti a “I partigiani del genoma – Lisa Corimbi”

  1. alex says:

    L’ho letto due mesi fa, non capisco come mai la cosa non sia ” esplosa”. Non solo merita come scrittrice ma anche e soprattutto come giornalista. Come al solito, però, in Italia emergono sono i mediocri. Spero che lei riesca a portare avanti il messaggio, il messaggio importante contenuto nel suo romanzo. Non mollare, alla fine la speranza è che chi vale abbia la forza di resistere, come i partigiani.

  2. maria says:

    Alex, sono d’accordo con te. Questo di certo non è un prodotto di massa, è di nicchia, ma non così tanto di nicchia da essere spocchioso. Il problema ora è questo: non è nazional popolare e non riceverà la benedizone degli intellettuali, quelli che scrivono su argomenti”interessanti” e si fanno le seghe mentali, quelli che se non la pensi come loro è solo perchè non sei abbastanza colto o intellegente… ci siamo spiegati. Invece la bellezza, il messaggio e il buon gusto sono cose semplici e non hanno bisogno dell’imprimatur di nessuno.
    E’ il caso di questo libro, troppo thrille per sfondare, poco saggio e tanto vero.

  3. giuseppe says:

    Io il libro non l’ho ancora letto, però sono riuscito a procurarmelo e lo attaccherò quanto prima, vorrei comunque dare la mia opinione sul mondo dell’editoria in generale che credo di conoscere da quasi esperto.
    A prescindere dalla qualità, in Italia solo le grandi case editrici si possono permettere la distribuzione capillare, la promozione e le recensioni nelle grandi testate che ti consentono di “esserci”. Se sei fuori da questo circuito solo un miracolo ti potrà salvare dai percorsi secondari a cui l’opera è destinata. Il miracolo non si avvera quasi mai. Per carità, non voglio certo troncare le gambe a chi spera, racconto i fatti dal mio punto di vista, un punto di vista, ahimè, che teme rare smentite! A proposito di questo libro: lo leggerò perché in qualche modo è già uscito dai percorsi ” secondari”, quelli del certo oblio. L’argomento è accattivante, mi riservo di recensirlo a lettura ultimata.

  4. giuseppe says:

    Letto. Ho gusti davvero difficili, non capisco perché abbia utilizzato il thriller, un genere non adatto a raccontare storie, però questa scrittrice mi ha stupito! E’ davvero riuscita a raccontare cose profonde, pesanti, difficili. Le ha disposte tra il linguaggio da strada e una sceneggiatura serrata, forzata solo nella parte iniziale. A metà libro avevo già abbandonato la mia natura iper critica. Lo confesso, sì, mi sono fatto trasportare da questo Kiyoaki Matsugae, così distante da quello che conosco, ma non per questo meno vero. Non so se Mishima ( che ringrazia pure alla fine, insieme a Capitan Harlock e Ugo Foscolo), si sarà o meno rivoltato nella tomba, non credo. Uno strano tributo, ma un tributo. Mi vanto di aver saputo cogliere questa chicca, peraltro criptata e ad uso di veri intenditori e perdonatemi la modestia… Un bel libro, lo ricomprerei e lo rileggerei.

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